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Fernando Bandini sarà sepolto nel Famedio dei cittadini illustri di Vicenza

Fernando Bandini sarà sepolto nel Famedio dei vicentini illustri e benemeriti del cimitero maggiore. Lo ha deciso questa mattina all’unanimità la giunta comunale di Vicenza per tributare il giusto riconoscimento al poeta scomparso nei giorni scorsi, per il suo impegno al servizio della cultura e della città. la proposta è stata fatta sindaco, Achille Variati, sentito l’assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, e dopo aver ottenuto il consenso dei familiari. La salma sarà tumulata nel Famedio lunedì 30 dicembre dopo i funerali in Duomo. Fernando Bandini, poeta e accademico olimpico, consigliere comunale e docente, si è spento, come si ricorderà nella notte di Natale, nella sua casa di Vicenza.

“È sempre stato molto legato alla sua città, che amava  nonostante avesse ricevuto importanti incarichi altrove – ha ricordato questa mattina il sindaco Achille Variati, annunciando la decisione della giunta -. Impegnato al servizio della sua città, Bandini è stato uno dei figli migliori di Vicenza e una persona straordinaria. Ricordo, oltre all’attività di poeta e letterato, anche l’impegno civico che più volte lo ha portato in consiglio comunale, dal 1956 al 1964 e dal 1975 al 1980”. Alla memoria di Bandini il sindaco ha dedicato anche un ricordo personale: “Era una delle poche persone a cui mi rivolgevo nei momenti più difficili della mia attività di sindaco per chiedere consiglio: era una persona intelligente, competente e profondamente democratica”.

Fernando Bandini era nato a Vicenza, nel 1931, ed è stato docente di filologia romanza, stilistica e metrica all’università degli studi di Padova, e di letteratura italiana moderna e contemporanea all’università di Ginevra. Le sue pubblicazioni iniziarono nel 1962 ed ottennero importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, in particolare per i componimenti in lingua latina classica. Fu presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza dal 2003 al 2010, direttore dell’istituto per le lettere, il teatro e il melodramma della Fondazione Cini di Venezia, e consigliere della Biennale di Venezia. Tra i suoi ultimi scritti ricordiamo “Santi di Dicembre” (1994), “Meridiano di Greenwich” (1998) e  “Dietro i cancelli e altrove” (2007). Era stato apprezzato anche come traduttore.

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