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Dal 4 gennaio, saldi di fine stagione. Fiducia tra i dettaglianti dell’abbigliamento

“Sarebbe proprio un bel segnale se la gente ritornasse a fare la fila all’ingresso dei negozi  per i saldi, e non più fuori dalle banche per pagare le tasse”. Sono parole di Matteo Garzaro, presidente di Federmoda-Confcommercio Vicenza, ed è difficile dargli torto, in qualsiasi modo la si pensi sullo shopping  e sul consumismo. Al di là dell’idealismo infatti, quello che tutti aspettiamo è proprio un segnale di uscita da un tunnel  perverso, che ci costringe a tirare la cinghia e ci chiama a far fronte di tasca nostra ai danni causati dal malgoverno degli ultimi decenni. L’uscita da quel tunnel non si vede ancora, le tasse sono ancora alte e così anche il “pubblico spreco”, i consumi restano bassi e noi la cinghia la tiriamo ancora.

Matteo Garzaro
Matteo Garzaro

Tuttavia quelli che abbiamo sempre definito i saldi di fine stagione possono davvero essere l’occasione per acquistare quanto ci serve ad un prezzo conveniente, ed è quindi probabile che i negozi facciano registrare una buona affluenza. Tutto comincerà sabato 4 gennaio e gli sconti dovrebbero  essere, fin da subito, piuttosto interessanti: : dal 30 al 50 % . “L’andamento delle vendite nel settore moda e calzature per questo Natale – ci ha detto Garzaro – non è stato il migliore tra quelli degli ultimi anni, c’è stato anzi un calo delle vendite dell’8%. Un dato prevedibile, visto che i Vicentini, come nel resto d’Italia, devono quotidianamente far quadrare i conti tra le difficoltà che derivano dal mondo del lavoro, dai pagamenti richiesti dal fisco e dall’incertezza che  aleggia sul futuro. Non che ci aspettassimo, per Natale, un boom di vendite, ma un certo risveglio sì, visto che l’occasione delle Feste è ancora per molti un buon motivo per acquistare un capo di abbigliamento per sé o per le persone più care. In più la stagione invernale, arrivata con un certo ritardo, ha fatto spostare più avanti gli acquisti dei capi più pesanti”.

Insomma, sono ancora grandi le difficoltà che sta attraversando il settore dell’abbigliamento, che risente più di altri del calo dei consumi e della diminuzione del potere di acquisto delle famiglie italiane. Ma va anche sottolineato che c’è disomogeneità nei dati provenienti dai vari negozi, poiché c’è chi ha venduto bene determinati articoli ottenendo buoni risultati e chi, invece, è in forte sofferenza, soprattutto tra i punti vendita più tradizionali.

Gli articoli maggiormente richiesti per il rito del regalo natalizio sono stati soprattutto l’abbigliamento intimo, i maglioni e gli accessori moda: sciarpe, guanti, berretti, ecc. I meno richiesti invece sono stati i capi spalla, come cappotti e giacche, dai prezzi più impegnativi. In questi casi, l’acquisto è spesso rimandato al periodo dei saldi, quando il loro prezzo risulterà decisamente minore. Saldi che arriveranno, come dicevamo,  solo qualche giorno dopo l’inizio dell’anno.  Le vendite invernali di fine stagione inizieranno, infatti, come stabilisce la legge regionale in materia, il primo giorno feriale antecedente l’Epifania, che per il 2014 è il 4 gennaio.

“Il cliente troverà nei negozi un buon assortimento di prodotti – spiega ancora il presidente di Federmoda Vicenza – a prezzi molto buoni. Proprio per l’andamento calmo delle vendite durante tutta la stagione, confidiamo sul fatto che i saldi  riportino la gente nei negozi.  Saranno, con molta probabilità vista la situazione, saldi dai budget ridotti, dove il cliente farà ancora più attenzione al rapporto qualità-prezzo, ma le occasioni vere non mancheranno”.

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