sabato , 16 Ottobre 2021

3 bollini rosa all’Ospedale di Santorso. Ecco i fiori all’occhiello della Ulss 4

Soddisfazione nella Ulss 4 Alto Vicentino per i 3 bollini rosa che le sono stati assegnati dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da.), ad indicare che l’Ospedale di Santorso, nei suoi servizi, pone particolare attenzione ai bisogni peculiari della donna. Come dicevamo anche nei giorni scorsi, i criteri di valutazione che hanno consentito agli ospedali di ottenere uno, due o tre bollini rosa riguardano la presenza di specialità cliniche dedicate alle principali patologie di interesse femminile, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e la presenza dei servizi di accoglienza per la paziente.

In una nota in proposito, la Ulss 4 Alto vicentino ci descrive i suoi principali fiori all’occhiello, sottoposti a valutazione e considerati meritevoli di riconoscimento:

  • in Diabetologia, l’ambulatorio per donne diabetiche che desiderano una gravidanza o che, incinte, necessitano di controllo metabolico;
  • in Dietologia e Nutrizione Clinica, per combattere sovrappeso e obesità e seguire l’alimentazione in donne incinte o in fase di allattamento con percorso nutrizionale personalizzato;
  • in Endocrinologia, l’ambulatorio endocrinologico per donne in gravidanza con problemi di ipotiroidismo e distiroidismo e screening metabolico;
  • in Ginecologia, il Percorso Nascita in cui, tra le altre prestazioni, viene garantita l’epidurale gratuita 24h – tutti i giorni della settimana, anche festivi, la possibilità di travaglio in vasca, la donazione del cordone ombelicale, ecc.;
  • in ambito cardiorespiratorio con il progetto Cardioaction, per accompagnare i soggetti colpiti da eventi coronarici e/o sottoposti a chirurgia cardiaca maggiore nel difficile processo di ritorno alle attività abituali, in collaborazione con l’Associazione “Gli Amici del Cuore”;
  • sul tema della Riproduzione con la Procreazione Medicalmente Assistita (che, per inciso, ha avuto negli ultimi anni una percentuale di successo superiore alla media nazionale);
  • nell’ambito della Neonatologia, il progetto “Ascolta Mamma e Papà”, per il sostegno e l’accompagnamento delle mamme dei neonati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale;
  • in Neurologia, l’integrazione in un processo unitario degli interventi del percorso assistenziale per pazienti affetti da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica);
  • in Oncologia, il Progetto “Giobbe” per la gestione dei pazienti oncologici;
  • in Psichiatria, le azioni di informazione e sensibilizzazione a vari livelli;
  • in Reumatologia, l’effettuazione diretta di esami e prestazioni prima delegate ad altri Servizi (ecografia, infiltrazioni, artrocentesi, ecc.);
  • nell’ambito della Senologia, il Centro Donna per la presa in carico globale della donna affetta da neoplasia al seno (screening, valutazione multidisciplinare con il chirurgo, l’oncologo, il fisiatra, il radiologo, l’anatomopatologo).
  • In merito alla Violenza di Genere, con il “ Codice Rosa” (protocollo per donne che hanno subito qualsiasi forma di violenza e che si rivolgono al Pronto soccorso) è garantita la presa in carico della donna tramite interventi psicologici ed eventuale inserimento in struttura protetta presente sul territorio. Per realizzare una rete antiviolenza è stato creato un gruppo di coordinamento interaziendale con le Forze dell’Ordine e i Servizi sociali dell’Ulss, dei Comuni e lo Sportello Donna, progetto condiviso con la Procura della Repubblica e a cui partecipano altre due aziende sanitarie della provincia di Vicenza.

I servizi di accoglienza

In Ulss 4 è attivo 24 ore su 24, per 365 giorni anno, il Servizio di interpretariato telefonico “Help voice”, che permette a medici e infermieri di mettersi in comunicazione con interpreti che traducono dall’italiano verso più di novanta lingue in tempo reale (tutte le lingue europee, latino-americane, medio – orientali, orientali, oltre a lingue e dialetti minori). Presso la Direzione Amministrativa dell’ospedale è attivo l’Ufficio per l’assistenza sanitaria al momento del ricovero degli stranieri in regola con l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, che opera in sinergia con  le unità operative ospedaliere, la Direzione  medica di Presidio  i Distretti socio sanitari. All’ingresso dell’ospedale, in orari prestabiliti, dal lunedì al venerdì funziona un servizio di Accoglienza, gestito dai volontari dell’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) Alto Vicentino, che forniscono indicazioni riguardo agli spostamenti interni alla struttura e accompagnamento di utenti e visitatori in difficoltà. L’Avo inoltre consegna alle Unità operative di Pronto soccorso, Medicina, Geriatria e Ostetricia e ginecologia un Kit di biancheria personale da offrire a chi è ricoverato in emergenza o a coloro che sono privi di una rete familiare di sostegno o che si trovano in condizione di disagio economico

Da qualche mese infine è attivo nell’Ospedale Alto Vicentino lo sportello di mediazione linguistico culturale per orientare gli stranieri all’utilizzo dei servizi ospedalieri e territoriali. Trenta mediatori/trici culturali di diverse nazionalità garantiscono l’apertura che, nella prima fase sperimentale, avviene per due giorni alla settimana.

“Molto è stato fatto, – ha commentato il direttore generale dell’Ulss 4, Daniela Carraro, –  tanto resta ancora da fare. Resta l’impegno a sensibilizzare ulteriormente il sistema di cure al genere femminile nel suo complesso: servizi, attenzioni, cure, aiuto, rispetto. Resta l’impegno a promuovere un approccio “di genere” nella programmazione strategica dei servizi socio sanitari, imprescindibile per poter garantire secondo i principi fondamentali di parità ed equità delle cure, il diritto alla salute non solo delle donne, ma anche degli uomini. Come Direttore Generale sto impiegando molte energie in questo ambito,  convinta che il miglioramento organizzativo prodotto dall’applicazione quotidiana di quanto più sopra evidenziato possa migliorare la nostra consapevolezza di professionisti e la nostra capacità di interagire con gli altri rimodulando i percorsi sulla base delle esigenze degli utenti e, di conseguenza, il nostro complesso sistema socio sanitario, a favore di ogni persona”.

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