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Vicenza Light Festival, le luci della discordia

E’ giusto, che i comuni, in periodi di crisi e ristrettezze economiche, spendano per illuminare le città con fastose luminarie natalizie? Ogni anno ci chiediamo la stessa cosa, e quest’anno non farà eccezione, salvo forse per un aspetto: alle rimostranze di chi vorrebbe più risparmio non credendo ai benefici che, è innegabile, l’atmosfera natalizia porta al commercio, si aggiunge adirittura chi teme che nelle luminarie preparate dal comune vicentino vi sia troppo colore rosso.

Ma andiamo con ordine. L’iniziativa, sotto il nome di Vicenza Light Festival, era stata presentata all’inizio della scorsa settimana dal Vicesindaco Jacopo Bulgarini D’Elci, che l’aveva aveva descritta come una “scommessa con cui l’amministrazione comunale intende rinnovare l’abito natalizio della città in modo creativo”. Il progetto, elaborato dallo studio Traverso-Vighy e allestito dalla ditta Raggi di luce, “si propone – aveva aggiunto – di creare un nuovo paesaggio culturale fatto con la luce, pensata per valorizzare i principali assi del centro storico, ponendo l’accento su elementi architettonici e decorativi riconoscibili a distanza, così da evidenziare alcuni assi visivi nella percezione notturna”.

Creatività, modernità, innovazione. Queste dunque le scelte. Niente da dire, sperando che abbia ragione chi ritiene che le luminarie portano beneficio al commercio e che quindi si tratta di soldi spesi bene. Più perplessi lascia il malcontento sui colori di queste luci, anche perché pare poco credibile un dominio delle tonalità rosse. Ma tent’è, la polemica c’è stata e Bulgarini D’Elci non manca di rispondere.

“Il Festival della Luce – scrive in un nota – renderà più attraente, più moderna, più competitiva la nostra città durante le Feste rispetto ad altre mete. A chi già ora critica il progetto che è solo all’inizio dell’allestimento, chiedo di avere la pazienza di attendere che sia realizzato prima di giudicare. Leggo sulla stampa commenti preoccupati, o addirittura scandalizzati, per la ‘rivoluzione’ delle luci di Natale. La mia scommessa è che questa iniziativa conquisterà il consenso e accenderà la curiosità dei più portando molte persone in centro storico. Ma, in attesa che il progetto si mostri nella sua completezza, cittadini, commercianti e chiunque sia interessato a saperne di più senza fermarsi ai giudizi sui pochi lampioni già colorati di rosso, può avere un anticipazione nel sito del Comune dove è stato pubblicato un estratto del progetto a questo link. Non stiamo parlando di qualche luce rossa in qualche strada, ma di un vero e proprio festival di luci che colorerà e valorizzerà i luoghi più belli della nostra splendida città”.

“L’iniziativa non è ancora stata realizzata – continua il vicesindaco – ma c’è già chi ironizza sulle ‘luci rosse’ collegandole alla prostituzione, chi interpreta la scelta cromatica come preferenza politica o magari legandola alla Cina, dimenticando che il rosso insieme al bianco è un colore simbolo di Vicenza, oltre che un colore tradizionale del Natale. In ogni caso, ben vengano le critiche, per quanto affrettate e superficiali, se queste servono a fare pubblicità al nostro centro. Ma a tutti ricordo l’appuntamento del 1 dicembre, quando inaugureremo le prime vere attrazioni del Festival della Luce in piazza dei Signori e piazza delle Erbe e al 6 dicembre quando si accenderanno le luci anche nel resto della città. Allora sarà il momento di giudicare il festival, non adesso”.

“E Buon Natale anche a chi cerca solo di ottenere visibilità con sterili polemiche che nulla hanno a che fare con il proprio ruolo istituzionale – conclude Bulgarini d’Elci -. Mi riferisco in particolare all’assessore regionale Elena Donazzan e alla sua scomposta dichiarazione sul tema: immagino che questa sua reazione fuori luogo sia dovuta a una qualche forma di allergia cromatica legata alle sue radici ideologiche. All’assessore chiedo comprensione: purtroppo non è possibile illuminare il centro con luci del suo colore preferito, il nero”.

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