Caldogno, uno spiraglio per la Zanella?

Si apre forse un piccolo spiraglio di speranza per i lavoratori della Zanella, storica azienda di Caldogno e marchio dell’abbigliamento made in Italy. Dopo un primo incontro ricognitivo, c’è stato infatti oggi un secondo tavolo in regione sulla questione, convocato, come il primo, dall’assessore al lavoro Elena Donazzan. Erano presenti le parti sociali (Cisl e Cgil, oltre alle Rsu) e le due aziende attualmente coinvolte: Vicenza Manufacturing, responsabile per la parte produttiva dello stabilimento e per i lavoratori, e la Tengram, proprietaria dello storico marchio. Tutt’e due le aziende sono straniere: la prima è svizzera e la seconda statunitense ed entrambi i loro legali rappresentanti sono americani. Questo comporta notevoli difficoltà per garantire la presenza in Veneto nei diversi appuntamenti che si rendono necessari per affrontare la vertenza in atto.

“Considero il tavolo di oggi un passaggio fondamentale ma non definitivo – ha detto l’assessore – mancando un interlocutore determinante, ovvero l’azienda Tengram, proprietaria del marchio e committente per la produzione dei pantaloni. E’ stato comunque un incontro positivo perché abbiamo avuto modo di approfondire, con l’amministratore delegato di Vicenza Manufacturing, le condizioni che determinerebbero la chiusura dello stabilimento di Caldogno e il licenziamento di tutti i 94 lavoratori. Ho compreso che a determinare questa difficile situazione per lo stabilimento vicentino sarebbe la scelta dell’altra azienda, la Tengram, che ha acquistato un anno e mezzo fa il marchio Zanella, di spostare la produzione nel sud Italia, più precisamente a Salerno, giustificandola con il minor costo del capo prodotto”.

Verrebbe così mantenuta la definizione di “made in Italy” che rappresenta un valore economico legato al bene prodotto e al suo nome. Zanella, che produce pantaloni da uomo di lusso, è presente in questi giorni al Salone Pitti Immagine Uomo, da sempre vetrina internazionale per la moda maschile. Il tavolo si è concluso con l’impegno dell’assessore Donazzan a riconvocare le parti, con la presenza delle due aziende, tra le fine di gennaio e le prime settimane di febbraio.

“Intendo cogliere in questo modo – ha sottolineato l’assessore – la disponibilità manifestata dalla Tengram in risposta alla convocazione odierna, giustificando l’assenza con il breve preavviso peraltro comprensibile per motivi logistici, a partecipare ad un prossimo incontro nel corso del quale mi auguro potremo affrontare con ragionevolezza il tema della differenza del costo del lavoro tra sud e nord Italia, visto che le leggi sono le stesse e i nostri lavoratori non temono confronti. E mi auguro anche di poter convincere la stessa azienda a confermare gli impegni assunti un anno e mezzo fa in occasione dell’acquisizione di Zanella e quindi di far restare la produzione a Caldogno nell’attuale stabilimento”.

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