Da sinistra il segretario provinciale Cgil, Giampaolo Zanni, Riccardo Martin e Claudio Treves
Da sinistra il segretario provinciale Cgil, Giampaolo Zanni, Riccardo Martin e Claudio Treves

Vicenza, Riccardo Martin segretario di Nidil Cgil

Riccardo Martin, 40 anni, da dieci nella segreteria vicentina della Fillea Cgil (categoria dei lavoratori dell’edilizia e del legno), è il nuovo segretario generale della Nidil (Nuove identità di lavoro) Cgil di Vicenza e provincia. Martin è anche responsabile della Camera del lavoro di Noventa Vicentina e proviene proprio dal settore delle costruzioni. Lo ha eletto oggi l’assemblea di categoria di Nidil di Vicenza che comprende rappresentanti dei lavoratori interinali, somministrati, partite Iva, e co.co.co. della scuola. “Per me sarà una bella avventura che mi permetterà di conoscere una parte del mondo del lavoro che per ora conosco solo parzialmente”, ha commentato il neosegretario.

“Sicuramente – ha proseguito Martin – dobbiamo creare una rete di contatti dedicata in provincia utilizzando la diffusione capillare che caratterizza la Cgil. La rete ci deve permettere di contattare e avvicinare tutti quei lavoratori che oggi hanno dei contratti atipici (interinali o precari) e che hanno bisogno sicuramente di tutele maggiori e diverse rispetto a quelle che vengono applicate tradizionalmente al lavoro che possiamo definire classico. La nostra attività deve essere volta a dare agli atipici delle risposte precise e in modo capillare e a costruire quel rapporto di fiducia che già la Cgil ha con i lavoratori di tutte le altre categorie. In questo particolare settore c’è comunque ancora molto da fare!”

Ospite in assemblea il segretario generale nazionale di Nidil Claudio Treves, che ha sottolineato che nella strategia confederale dell’inclusione della Cgil, Nidil “deve costruire un rapporto strutturato con le categorie al fine di evitare derive corporativistiche”.

“La proposta della Carta universale dei diritti – ha ricordato Treves – ha la finalità proprio di ricomporre anche giuridicamente il mondo del lavoro a fronte di un’azione ormai pluriennale da parte del governo e delle agenzie europee e mondiali di frantumazione e di segmentazione del mondo del lavoro stesso”.

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