Valdagno, novità in legno al parco giochi

È stato inaugurato questa mattina, a Valdagno, un nuovo gioco certificato, installato nel parco giochi di Foro Boario, che ha come caratteristica principale quella di essere fatto in legno di castagno delle Piccole Dolomiti. L’installazione di questa struttura è la prima azione che si concretizza in un luogo pubblico del progetto di valorizzazione del legno di castagno locale, condotto dall’Associazione forestale vicentina con i tecnici Enrico Pozza, Marco Grendele e Carlo Klaudatos e supportato dalla Regione Veneto, da Veneto agricoltura, dai comuni di Valdagno, Recoaro Terme, Brogliano, Schio, Torrebelvicino e Valli del Pasubio, e dal Consorzio Legno Veneto.

Il progetto punta a valorizzare la castanicoltura, già diffusa in passato nei boschi delle Piccole Dolomiti, attraverso la produzione di legname e di prodotti forestali in chiave moderna. L’obiettivo principale è quello di recuperare i castagneti già presenti, anche misti ad altre specie forestali. Un’azione finalizzata anche a evitare l’abbandono di queste formazioni, per prevenire eventuali eventi di dissesto idrogeologico e per sviluppare un’idonea lotta fitosanitaria sul castagno.

“È un piacere – ha sottolineato il sindaco di Valdagno, Giancarlo Acerbi – essere parte attiva di questo progetto che valorizza e dona una nuova dignità alle risorse del nostro territorio. Accanto alla ritrovata attenzione verso i nostri boschi, che il progetto vuole stimolare, si è creata una filiera virtuosa, certificata e di alta qualità che mette insieme pubblico e privato. In questo modo, le aziende investono sul territorio, che ne guadagna non solo sotto il profilo economico, ma anche dal punto della prevenzione di dissesti idrogeologici e di rischi fitosanitari”.

“La filiera corta è un’idea che ha cambiato le sorti dell’agroalimentare italiano – ha raccontato Giustino Mezzalira, direttore della sezione Ricerca e gestioni agro-forestali di Veneto agricoltura – e ora si tratta di applicarla anche ad altri comparti del settore primario, tra cui quello della filiera foresta-legno. Il progetto che riguarda la valorizzazione del castagno delle Piccole Dolomiti vuole essere un’opportunità per l’economia locale e per l’ambiente e sta dando i suoi primi frutti: un numero crescente di imprese venete sta infatti pensando che al nome del legno (castagno, larice, abete) si può associare quello del luogo (castagno delle Piccole Dolomiti; faggio del Cansiglio; abete di Asiago), usando la denominazione territoriale come un potente strumento di marketing”.

Tra le azioni già compiute ci sono la certificazione forestale, secondo lo schema Pefc, di trenta ettari di boschi privati, l’organizzazione di tagli dimostrativi per l’ottenimento di legname di pregio e la realizzazione di uno schema per la vendita del tondame di castagno. Ancora, è stato siglato un protocollo d’intesa tra sei comuni dell’Alto Vicentino, finalizzato ad ottenere finanziamenti regionali e ad attuare azioni di marketing e sono stati creati un logo e un sito web per il prodotto Castagno delle Piccole Dolomiti.

I prossimi passi riguarderanno invece l’organizzazione di serate divulgative, la partecipazione a bandi di finanziamento pubblico, la ricerca e la messa in atto di metodi innovativi per la gestione delle superfici forestali delle Piccole Dolomiti, la ricerca e la commercializzazione di prodotti forestali innovativi che si possono ottenere dai boschi delle Piccole Dolomiti e, infine, la divulgazione dei risultati del progetto.

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