Arzignano, grande teatro con le “Sorelle Materassi”

Un classico della nostra letteratura del 900 al Teatro Mattarello di Arzignano. E’ l’adattamento teatrale, di Ugo Chiti, del romanzo di Aldo Palazzeschi “Sorelle Materassi”, un dramma familiare che racconta turbamenti e passioni illecite, sensazioni proibite e desideri inespressi. Andrà in scena venerdì 13 gennaio, alle 21, per la regia di Geppy Gleijeses. Protagoniste due grandi attrici del nostro cinema e teatro, Lucia Poli e Milena Vukotic. Sul palco con loro anche Marilù Prati, Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini e Roberta Lucca. Lo spettacolo si inserisce nell’ambito della stagione 2016-2017 del Teatro Mattarello, promossa dal Comune di Arzignano, curata per la parte organizzativa da Theama Teatro e realizzata in collaborazione con il circuito regionale Arteven.

Come molti sapranno, è la storia di due sorelle, entrambe zitelle ed ottime ricamatrici, che vivono una vita tranquilla ed isolata fino a quando nella loro casa giunge il nipote Remo, di bell’aspetto, spiritoso e pieno di vita. Le sorelle Teresa e Carolina Materassi, grazie a una vita di rinunce, nel culto ossessivo del lavoro, hanno acquisito una posizione di prestigio presso la buona società fiorentina. Con loro vive la sorella minore, Giselda, riaccolta in casa dopo un fallito matrimonio con un nobile dissoluto. Tutto sembra scorrere su tranquilli binari fino a quando nella casa giunge il nipote Remo, affidato a Teresa e Carolina dalla quarta sorella, Augusta, morta dopo una vita di stenti.

Il giovane attira subito le attenzioni e le cure delle donne, i cui sentimenti parevano sopiti in un susseguirsi di scadenze sempre uguali. Ben presto Remo si rende conto di essere l’oggetto di una predilezione venata di inconsapevole sensualità e approfitta della situazione ottenendo soddisfazione a tutti i suoi desideri e capricci. Il sereno benessere della vita familiare comincia così ad incrinarsi: Remo spende più di quanto le zie guadagnino con il loro lavoro e le sue pretese non hanno mai fine. Giselda è l’unica a rendersi conto della situazione, ma i suoi avvertimenti rimangono inascoltati.

A poco a poco Teresa e Carolina spendono tutti i loro risparmi per soddisfare le esigenze del nipote, indebitandosi al punto di dover vendere la casa e i terreni ereditati dal padre. La storia delle agiate e solitarie sorelle fiorentine, la cui fortuna viene dilapidata dal fatuo nipote, si snoda in un vortice di dialoghi arguti e dissacranti, che smascherano impietosi la tenera e impossibile passione d’amore di donne che, della passione, hanno goduto veramente poco. Uno spettacolo tra l’assurdo, il grottesco e l’ironico, che mostra come la repressione delle passioni sia spesso causa di rovina.

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