Profughi, Il Pd: “La resposabilità è di Zaia”

Da Giulia Andrian e Veronica Cecconato, rispettivamente Referente del forum immigrazione e segretaria del Pd della provincia di Vicenza, riceviamo e pubblichiamo questo intervento sull’accoglienza (o sulla poca accoglienza) dei profughi nella nostra regione.

*****

In questi giorni molti sono gli avvenimenti che hanno portato vari politici ad esprimere la loro opinione in merito all’accoglienza: la morte di una venticinquenne nel centro di Cona e le successive proteste dei profughi lì ospitati, le proteste davanti alla Caserma Gran Sasso a Vicenza e le dichiarazioni del ministro Minniti di voler riaprire i Cie. Prima di qualsiasi nostra proposta è bene però ribadire alcuni dati: i profughi arrivati in Italia nel 2016 sono 181 mila e, sulla popolazione complessiva italiana di 60 milioni di abitanti, significa tre profughi ogni mille persone.

Possiamo considerarli tanti o pochi, ma la via più oggettiva per fare questa valutazione è confrontare la situazione italiana con quella di altre nazioni. Nel mondo, la Turchia è il principale paese ospitante con 2.5 milioni di rifugiati (31 profughi ogni mille abitanti). Il Libano invece ospita il più alto numero di rifugiati rispetto alla popolazione nel paese (183 rifugiati ogni mille abitanti). La Germania ha accolto un milione di profughi nel 2015, la cifra più alta d’Europa, sia in termini assoluti che relativi (12,5 profughi ogni mille abitanti).

Questi dati ridimensionano molto il problema. Quei politici che dicono che abbiamo superato la soglia della sostenibilità forse dovrebbero sollevare lo sguardo oltre il loro orticello elettorale. L’altro dato importante da conoscere riguarda il mercato del lavoro. Gianpiero Dalla Zuanna, demografo, ha evidenziato come “da più lustri in Italia per ogni cinque lavoratori poco istruiti che vanno in pensione, solo un giovane poco istruito si affaccia sul mercato del lavoro. Per contro, per ogni nuovo pensionato istruito, due giovani sgomitano per prendere il suo posto.”

Inoltre le proiezioni demografiche ci prospettano un calo repentino della popolazione, e questo allarma i demografi perché sarà senz’altro destabilizzante per l’economia e la tenuta sociale. Neanche sarebbe sufficiente un’inversione di tendenza: i figli nati ora non colmerebbero comunque il buco lasciato nei decenni precedenti. Con queste informazioni qualsiasi politico lungimirante si adopererebbe per accogliere ed integrare i nuovi arrivati, come sta facendo la Germania e come ha fatto l’Italia con il passato governo.

Ma questa politica non è compresa nella nostra regione, dove non a caso emergono le situazioni più critiche. Ricordiamo che la competenza della gestione degli arrivi dei rifugiati in Italia è del governo, che attraverso le sedi territoriali del Ministro dell’interno (Prefetture) stanzia le risorse per l’accoglienza dei migranti e ne decide la ripartizione numerica nelle diverse regioni sulla base di un criterio condiviso con le amministrazioni regionali e gli enti locali.

Le Regioni hanno il compito di fare in modo che la distribuzione sia diffusa nel territorio, per evitare grandi concentrazioni dove è impossibile qualsiasi integrazione con la comunità locale e dove, naturalmente, è più facile che avvengano disordini che causano allarme sociale. Ma in Veneto la Regione, anziché adoperarsi per una distribuzione omogenea, l’ha nei fatti ostacolata dando man forte ai sindaci che hanno chiuso le porte.

Non per incapacità, ma per calcolo politico: Cona è una polveriera che frutterà in termini elettorali. Non importa se soffrono, oltre alle persone ospitate, anche le comunità del territorio. La Lega e Zaia riverseranno la responsabilità sul governo, ma in realtà sono pienamente responsabili della sensazione d’insicurezza in cui vivono gli abitanti di Cona, Bagnoli e di tutti gli altri comuni con una concentrazione superiore a quel tre per mille che sarebbe realizzabile e che la Regione era tenuta a realizzare.

Ecco dunque la nostra proposta molto concreta: Zaia faccia il suo lavoro di governatore e la Regione si adoperi a smantellare le concentrazioni e a distribuire in modo omogeneo gli arrivi, prima che avvengano altri disordini. Se non lo fa per i profughi, lo faccia almeno per la sicurezza dei cittadini veneti.

Giulia Andrian – Referente Forum Immigrazione PD Provincia di Vicenza
Veronica Cecconato – Segretaria Provincia di Vicenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 Caratteri disponibili

CAPTCHA

*