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Bassano, 16 mila euro per Amatrice da una cena

Sedicimila euro destinati al Comune di Amatrice ed ai ristoratori della cittadina laziale devastata dal terremoto sono stati raccolti in una cena che si è tenuta nei giorni scorsi presso il Museo civico di Bassano, organizzata dal tavolo di coordinamento dei Comuni De.Co. della provincia di Vicenza, gemellato con il Comune di Amatric. E’ intervenuto Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, con una lunga telefonata per ringraziare, raccontare la situazione cui versa la sua città ed anche per parlare di future nuove iniziative. Si sono messi ai fornelli Enrico Neroni, dell’Antica Locanda, e Daniele Bonanni, del ristorante Ma Tru di Amatrice, per presentare la “Amatriciana De.Co.”.

Le somma raccolte dai partecipanti alla cena è stata destinata direttamente ai ristoratori del comune laziale. Agli ottomila euro raccolti dai commensali si sono aggiunti quasi cinquemila euro consegnati da Gianfranco Masello e Stefania Fochesato, della Fondazione Città della speranza, oltre a risorse raccolte dal Comune di Cornedo, dal Comitato eventi Campese, da una cooperativa sociale e da altri che si erano impegnati in raccolta fondi.

Tra i presenti, il presidente del Tavolo DeCo, Dino Grande, e la vice presidente, Milena Cecchetto, il presidente della Confraternita dei ristoratori De.Co. Roberto Astuni, vari sindaci e rappresentanti comunali, l’assessore bassanese Giovanna Ciccotti, quale padrona di casa, con l’assessore regionale Manuela Lanzarin ed il consigliere regionale Nicola Finco. La serata è stata condotta dal noto gastronomo Luigi Cremona.

A conclusione della serata è stato proposto di far diventare soci onorari della Confratrenita tutti i ristoratori bassanesi che si sono prodigati per la serata. Inoltre con la partecipazione di Antonio Chemello, per il bacalà alla vicentina, e Daniele Bonanni per l’amatriciana, è stato ipotizzato di dar vita ad un percorso che tocchi i territori legati ad un piatto, come il fegato alla veneziana, la cotoletta alla milanese, i saltimbocca alla romana, il pesto alla genovese.

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