Dalle olimpiadi alla cannabis. E’ l’estate 2016

Ferie 2016 dunque finite, per molti di noi, o sul punto di esserlo. E come sempre si fa quando una stagione volge al termine, anche adesso siamo a tracciare un primo sommario bilancio di questa estate che se ne va. La cosa che più ci rallegra, ci sia perdonata la battuta, e che perfino rende più facile il ritorno al lavoro dopo un po’ di vacanza, è il fatto che siano finite anche le olimpiadi. Non perché non ci piaccia lo sport, tutt’altro. Quello che si digerisce a fatica è la retorica un po’ provinciale che le accompagna, oltre ad una certa mancanza di professionalità e di sensibità verso tutti noi.

Basti pensare a quante banalità, eccessiva enfasi, frasi fatte, luoghi comuni, esagerata partigianeria per i colori azzurri, ci ha propinato nelle ultime settimane il servizio pubblico radiotelevisivo, che ha per altro proposto soprattutto gli sport dove gli italiani avevano possibilità di salire sul podio, trascurando invece quelli in cui l’azzurro non eccelleva.

E così abbiamo visto in televisione una grande quantità di scherma e di tiro al piattello, e piuttosto poco invece di altri sport assai più spettacolari. Perfino l’atletica leggera, regina dei giochi olimpici da sempre, è stata trascurata. Ci permettiamo quindi di segnalare ai vertici Rai che quello ci piace soprattutto è vedere lo sport, quello più bello e spettacolare. Certo, se un italiano vince fa piacere anche a noi, ma non è la cosa più importante. Via, cerchiamo di essere un po’ cittadini del mondo, meno provinciali, e soprattutto più attenti ai reali gusti del pubblico!

Per il resto c’è poco da fare bilanci, a parte le disgrazie, i troppi morti sulle strade, in mare, e nelle altre forme in cui purtroppo le tragedie si presentano nelle vite di tutti noi. Ma questo è un capitolo a parte, che ci accompagna per 365 giorni all’anno, compreso il mese di agosto. Non ci sono bilanci da fare invece per il dibattito politico, che di fatto si ferma per buona parte dell’estate. Sì, certo, abbiamo assistito a qualche intervista rilasciata in contesti vacanzieri, perfino in costume da bagno su qualche scogliera. Come sempre abbiamo ascoltato anche non poche banalità, luoghi comuni, inesattezze, difese di posizioni indifendibili, che la nostra classe politica nazionale non ci fa mai mancare.

Tra i temi discussi negli ultimi tempi dai politici italiani ce n’è uno che si distingue, per vari motivi. E’ la legalizzazione della cannabis, ipotesi della quale si è cominciato a parlare con una proposta di legge giunta in parlamento e subito rinviata a settembre. E’ questo un tema molto scivoloso, sul quale si confrontano due visioni opposte. Quella di chi è favorevole, con fin troppi argomenti a disposizione, e quella di chi è contrario. Questi ultimi possono contare su grandi centri di potere e risorse economiche ma, quanto ad argomenti, sembrano sempre in difficoltà. Del resto se una posizione è indifendibile, tale resterà sempre.

E così abbiamo visto vari esponenti del centro destra italiano arrampicarsi sugli specchi per giustificare le loro posizioni proibizioniste, riproporre luoghi comuni ai quali ormai non crede più nessuno, addirittura riproponendo teorie tanto false quanto superate. A settembre, come dicevamo, se ne riparlerà, e vedremo se il Bel Paese rimarrà indietro ancora una volta, mentre tutte le nazioni con cui ci confrontiamo vanno verso la legalizzazione della cannabis (o lo hanno già fatto). Che il proibizionismo non abbia mai dato risultati positivi è risaputo, così come lo è il fatto che si combatte la criminalità organizzata soprattutto togliendole occasioni di profitto.

Ma ne riparleremo più avanti, anche in dettaglio ed anche a 360 gradi. Per il momento non ci resta che attendere la ripresa delle attività parlamentari e politiche, sebbene già si sappia che i prossimi mesi saranno caratterizzati soprattutto dall’avvicinamento al referendum sulla riforma della Costituzione proposta dal governo Renzi. Un altro tema, questo, del quale parleremo non poco. Nell’attesa, ci abbandoniamo al sogno di vedere un’Italia liberata dagli incapaci che oggi ne tirano le fila, governata finalmente con lo scopo di migliorare la vita dei cittadini e non di far crescere i profitti degli amici. Un’Italia che possa perfino guardare all’organizzazione di un’olimpiade come ad un’opportunità per tutti, e non con la certezza che sarebbe solo un’altra occasione di saccheggio.

F.O.

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