D’Alema a Fornaci Rosse apre la campagna per il No

Pochi esponenti politici in Italia hanno incarnato in modo tanto evidente e completo i pregi e i difetti della parte politica a cui appartenevano come ha fatto e fa Massimo D’Alema. Sul fronte dei pregi c’è sicuramente lo spessore intellettuale, ed anche i contenuti, almeno negli enunciati, oltre alla indubbia capacità di comunicare e di farlo con efficace ironia. Per quanto riguarda i difetti, non ce ne vorrà il Leader Maximo, l’elenco potrebbe essere lungo: c’è chi parla di protervia, altri di supponenza, e di un po’ di cinismo e non poco calcolo politico. L’ex premier è anche colui che più di altri è stato simbolo della mutazione della sinistra, passata nei decenni scorsi da soggetto che rappresentava i più deboli a forza di governo pragmatica e attenta alle ragioni dell’economia di mercato.

Per altro, tanti aspetti che vengono criticati dell’attuale premiership di Matteo Renzi, sono stati in passato una nota caratteristica dello stesso D’Alema, basti pensare alla salita a Palazzo Chigi, a spese di Prodi, ed alle stagioni del dialogo con Berlusconi, inaugurate dal celebre “Patto della crostata”. Anni luce invece separano, sul piano intellettuale, il politico di lungo corso con radici nel Pci dal giovane rampante fiorentino post democristiano che, diciamolo con franchezza, sembra proprio fuori posto in luoghi dove serve mostrare chi si è davvero, la propria cultura ed una visione non banale né superficiale della società e della situazione geopolitica del mondo.

Due politici dunque molto diversi, anzi inconfrontabili, ed entrambi ancora stabilmente sulla scena, a dispetto di chi voleva rottamare e rischia invece di essere presto rottamato. Tirando le somme, la partecipazione, a Vicenza, di D’Alema alla festa di Fornaci Rosse, intervistato dal direttore del Mattino di Padova, Paolo Possamai, fa pensare davvero ad una “apertura delle ostilità”. E’ quindi iniziato proprio dal capoluogo berico un programma di incontri, per l’ex premier, nel quale spiegherà le ragioni del “no” al referendum costituzionale per il quale voteremo in autunno. Questo in aperto dissenso con la linea ufficiale, e rigida, del partito Democratico. In altre parole, la sinistra Dem sta partendo all’attacco ed ha cominciato dalla nostra città.

In molti si chiedono se D’Alema, che si muove sulla scena politica nazionale e parlamentare da almeno trent’anni, sia la persona più indicata per portare questo attacco. Lui, anche a Vicenza, si è schermito, ricordando che adesso non ha alcuna carica politica e che si limita al ruolo di presidente della fondazione “Italianieuropei”. Resta il fatto però che, nell’area della sinistra Pd, non sembrano esserci molte alternative con adeguato carisma e spessore, almeno tra i volti più noti. Del resto è la storia italiana che è così, che ha sempre faticato troppo a rinnovarsi, a proporre volti e idee nuove, e questo non autorizza davvero all’ottimismo.

F.O.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *