Tav, non si pensa alla zona est di Vicenza

Sorprendenti le dichiarazioni del sindaco rilasciate al Giornale Di Vicenza del 1 giugno 2016 relativamente al problema Tav in attraversamento di Vicenza da zona Stadio a Lerino. “Qui – fa sapere il sindaco – siamo un passo avanti. Non possiamo tornare più indietro. Alcuni ragionamenti, vale a dire che la Tav passerà a Vicenza, li considero già chiusi da tempo. Altrimenti abbiamo discusso due anni per niente”. Penso sia inutile ricordare al primo cittadino che è sindaco della città sia della parte ovest, che della parte nord, della parte sud ed anche della parte est. E che questa parte merita lo stesso interessamento e riguardo riservati al resto della città.

Nei due anni trascorsi, tutti si sono guardati bene nell’abbozzare uno “scarabocchio”, un progetto relativo all’attraversamento della zona sopra citata. Come mai? E’ certamente la zona a maggiore impatto compresa nello studio, è una zona che comporta numerosi abbattimenti di case, condomini e capannoni, sulla quale non è tuttora stato fatto un calcolo matematico del suolo, dell’esborso finanziario per risarcire le numerose famiglie costrette a cercarsi altra ubicazione in cui crearsi una nuova vita. E’ una zona già fortemente penalizzata dal punto di vista della mobilità, e che si troverà ulteriormente separata da un corridoio ferroviario raddoppiato, alla faccia della ricucitura urbana!

Ma ci siamo chiesti cosa succederebbe in caso di incidente ferroviario (leggasi Viareggio) in un corridoio cittadino talmente ristretto? Una catastrofe!  Non possiamo più tornare indietro? Questi due anni trascorsi hanno dimostrato che, ripensandoci, certi problemi sono stati accantonati, altri corretti. Una stazione prima classificata obsoleta è ritornata in auge. Pensiamoci prima di dichiarare “non possiamo più tornare indietro”, valutiamo il passaggio in città che comporterà varie problematiche non di poco conto quali:

  • viale del Risorgimento (Serviranno 75 mila euro per ripristinare il muro di sostegno in viale Risorgimento che si trova a margine del marciapiede pubblico e che sostiene il terrapieno di proprietà privata, nel tratto in corrispondenza dei civici 80 e 84, per circa 20 metri) soggetto a cedimenti e dove sotto passerà la Tav,
  • ponte sul Bacchiglione,
  • sottopassi Stadio e via Vittime Civili di guerra,
  • acquedotto Euganeo-Berico che dovrà essere spostato,
  • numerosi risarcimenti per i vari abbattimenti.

Vale la pena perseguire su questa strada tortuosa di cui non si vede la fine e non valutare altre soluzioni già presenti quali quella di Rfi (presente sul sito: Rfi Tav) che garantirebbe a Vicenza il mantenimento del riconoscimento Unesco, un servizio ferroviario d’eccellenza con possibilità di fermata dei treni necessari alla viabilità, un corridoio (quello storico) adatto alla creazione di una super-metropolitana di superficie a garanzia della mobilità interna? Se meditiamo su questi punti e sulla necessità di fare il meno male possibile alla nostra splendida città, non avremo discusso “due anni per niente”!

Alessandro Fracasso

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