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Firmato l’accordo per la fusione tra Aim Mobilità e Ftv

“Nella giornata di ieri, presso la sede della Provincia di Vicenza, i sindacati dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl trasporti, Faisa Cisal, insieme alla Rsu e alla Rsa di Aim Mobilità e Ftv, dopo cinque incontri con i vertici aziendali, hanno concluso la procedura del conferimento di ramo d’azienda dei settori trasporti delle due società del trasporto urbano ed extraurbano nella Società Vicentina Trasporti srl. Dal 1 marzo 2016, dopo anni di tentativi andati male, l’integrazione tra le due società diventa realtà. Finalmente nasce un operatore unico in grado di rafforzare, mantenere e ampliare i servizi di trasporto ai cittadini”.

Sono queste le parole con cui Massimo D’Angelo, Coordinatore mobilità Filt Cgil Vicenza, annuncia il raggiungimento di un accordo tra sindacati e aziende trasporti che poco tempo fa veniva comunque definito difficile. D’Angelo parla invece adesso di un’operazione “che si può definire coraggiosa, voluta fortemente dal sindaco di Vicenza e presidente della Provincia Achille Variati, che, trovatosi nelle vesti di unico maggior azionista delle due azienda, ha pensato bene di accelerare il percorso e, dopo aver incassato la maggioranza quasi assoluta nel voto di delibera sia in Consiglio provinciale che comunale, perché fusione andasse in porto si è addirittura esposto come garante al ripianamento dell’eventuale deficit, del pezzo del trasporto urbano, considerato più debole dal punto di vista economico, per i primi tre anni”.

“Se da una parte – continua D’Angelo – gli intenti politici dell’operazione sono condivisibili, restano enormi problematiche che, se non risolte subito, potrebbero inficiare il principale obiettivo di questa integrazione, ovvero quello di consolidare e sviluppare la capacità di un miglior servizio nell’ambito urbano ed extraurbano, ottimizzando ed efficientando le sinergie industriali che verranno messe in atto. Occorre fare chiarezza sui numeri, per capire se la nuova società ha tenuta finanziaria, e bisogna formulare un piano industriale che purtroppo invece non esiste. Ad oggi da parte nostra abbiamo tutelato la continuità occupazionale e i mantenimenti salariali e normativi dei 531 lavoratori coinvolti nel passaggio, ma questo non basta se non vengono affrontate e risolti i problemi ancora sul tappeto”.

“Si apre – conclude il sindacalista – un anno di trattative, durante il quale non solo andremo ad armonizzare gli emolumenti salariali dei lavoratori, cercando di mantenere l’attuale potere d’acquisto, ma porremmo anche una grande attenzione al processo produttivo della nuova azienda e alle scelte che i futuri dirigenti svilupperanno per salvaguardare il trasporto pubblico nell’area più inquinata d’Europa e, contestualmente, l’occupazione e i salari ai lavoratori”.

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