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Schio, restauro e nuova vita per il Jacquard

Si sono conclusi in questi giorni, a Schio, i lavori del primo lotto del progetto di messa in sicurezza e restauro del complesso culturale Jacquard. La spesa complessiva per l’intervento sarà di un milione di euro, dei quali il 30% sarà coperto dal Comune di Schio mentre il resto verrà da finanziamenti di altri enti, ovvero La regione Veneto, che partecipa con 590 mila euro, Fondazione Cariverona, con 80 mila e il Fai, Fondo per l’ambiente italiano, con 30 mila.

Per quanto riguarda questi lavori per il primo lotto, erano stati affidati nello scorso mese di giugno e si sono svolti con regolarità e nei tempi previsti. Da metà dicembre proseguirà l’intervento di restauro e risanamento conservativo del Teatro Jacquard, con la consegna dei lavori del secondo lotto alla ditta Balzarin Lino, di Altavilla Vicentina. Questo intervento, consiste nella ricostruzione della copertura a capriate in legno, del solaio del piano primo e nell’esecuzione di opere strutturali per la riduzione del rischio sismico, per un importo di 475 mila euro.

Il terzo lotto invece, prevede anche l’intervento di restauro conservativo dei dodici medaglioni in altorilievo di terracotta, presenti nella facciata del teatro fronte giardino. A completamento dei lavori sarà rimosso il ponteggio di forza allestito per la messa in sicurezza. Seguiranno poi, per concludersi nell’estate del 2018, gli interventi di rifacimento del Giardino Jacquard e il restauro della Gradinata di San Rocco. Tutta l’area dello Jacquard, che appartiene al patrimonio indisponibile del Comune di Schio, potrà quindi essere goduta, nella sua interezza, dalla comunità. Ad opere terminate sarà infatti possibile aprire al pubblico l’intera area del Giardino storico, la parte del ninfeo e delle grotte, oltre al Teatro Jacquard e la gradinata di San Rocco, che collega via Pasubio con il parco del Castello.

“Per quanto riguarda il teatro – precisa l’assessore Rossi -, potrà essere riaperto all’uso solo dopo un futuro intervento destinato al restauro architettonico e funzionale. Con questi lavori lo abbiamo salvato, nel senso letterale del termine, dal progressivo degrado strutturale a cui lo avrebbe sicuramente portato il tempo, soprattutto dopo il crollo del tetto. Sarebbe stato un danno incalcolabile per il patrimonio architettonico e culturale di Schio”.

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