Flow, arte contemporanea italiana e cinese a Vicenza

Venerdì 17 settembre alle ore 18.30 in Basilica Palladiana verrà inaugurata la mostra “Flow. Arte contemporanea Italiana e Cinese in dialogo” ideata da Maria Yvonne Pugliese e da lei curata insieme a Peng Feng, professore d’estetica alla Peking University. «È eccezionale che questo confronto tra Oriente e Occidente – commenta il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci – avvenga nel luogo che è il cuore della nostra città, ovvero la Basilica Palladiana. Attraverso questo progetto meritevole siamo in grado di cogliere gli stimoli offerti dall’arte contemporanea fino ad acquisire capacità nuove di interpretare la realtà».

La mostra non è “statica” ma si propone fin dall’inizio come «una cosa viva» in quanto, oltre alle opere esposte, saranno presenti gli interlocutori che hanno messo in gioco la loro arte. «Nel salone della Basilica – spiega la curatrice Yvonne Pugliese – si terrà la conferenza “FlowTalk”, un vero e proprio dialogo tra artisti e filosofi italiani e cinesi. L’idea è nata in seguito all’allestimento della mostra, infatti solo dopo la raccolta delle opere esposte sono nate le tematiche intorno a cui verteranno i confronti. Tra gli argomenti che verranno trattati troviamo il confronto tra innovazione e tradizione, il rapporto con la natura, il valore dell’opera d’arte rispetto al simulacro della comunicazione e per ultimo il ruolo dell’artista». Nel pomeriggio del 17 settembre, infatti, dalle 15.30 fino a prima dell’inaugurazione, prevista per le 18.30, i due artisti italiani Iler Melioli e Stefano Arienti insieme al filosofo Marcello Ghilardi, ricercatore in Estetica all’Università di Padova ed esperto di estetica orientale, si confronteranno con i due artisti cinesi Peng Si e Zhang Fangbai e il professore di estetica Peng Feng, curatore della mostra insieme a Yvonne Pugliese.

«L’esposizione – continua Yvonne Pugliese – vuole dare spazio al percorso di ogni artista, abbiamo dato ai presenti la possibilità di realizzare un piccolo video in cui spiegheranno la loro arte. In questo caso i diversi livelli di lettura vengono facilmente aggirati con questi piccoli “informatori” sparsi per la mostra». Saloni di grande respiro accolgono quindi opere che sono delle vere e proprie sinapsi di pensiero. «L’artista – spiega Iler Melioli le cui opere sono presenti in mostra – è il verbo di un sistema comunicativo che lo sovrasta, suo è il compito di fornire l’interpretazione di un mondo in cui sono caduti i “modellini”. Ormai tutto passa, sia l’autentico sia il falso culturale, la comunicazione non è più etica. Diventa quindi un dovere salvaguardare la ricerca degli artisti in atto perché i loro voli poetici, oltre a sorprenderci, sanno restituirci la realtà del nostro tempo. Comprendere l’arte contemporanea significa comprendere il mondo in cui siamo calati, con l’arte non si può mentire». Il dialogo detto “FlowTalk” restituisce quindi all’artista la capacità di farsi testimone oculare della propria ricerca e gli consente di illustrare il processo che ha generato il pensiero celato dietro all’opera in atto. La mostra rimarrà aperta dal 19 settembre all’11 novembre, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 20. L’ingresso di 5 euro consente di visitare la mostra, il loggiato e la terrazza della Basilica palladiana.

Camilla Bottin

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