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Vicenza, all’Olimpico lo spettacolo della discordia

C’è una polemica che sta divampando, a Vicenza, in questa ultima settimana di agosto, una polemica i cui contorni sono all’insegna dell’inutile e del già visto. Parliamo dello spettacolo che aprirà la nuova stagione del Teatro Olimpico, il 18 e 19 settembre. E’ la prima italiana del nuovo lavoro della spagnola Angelica Liddell, dal titolo “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Cantata Bwv4, Christ lag in Todesbanden. Oh, Charles!”

Angelica Liddell
Angellica Liddell

La levata di scudi contro lo spettacolo della Liddell, giudicato blasfemo, viene soprattutto dal mondo politico della destra vicentina, compresa la Lega Nord, con Matteo Salvini che sta cavalcando la tigre anche a livello nazionale chiedendone la soppressione. Tutto questo, come dicevamo, si presenta come qualcosa di già visto, soprattutto perché l’intolleranza e l’insofferenza nei confronti dell’arte e del libero pensiero accompagnano purtroppo l’uomo fin dai suoi primi passi nel mondo, e malgrado il nostro progresso lo fanno ancora.

Ora però due parole sullo spettacolo, che nessuno di noi, compresi i suoi critici preventivi, ha ancora visto e per questo dobbiamo basarci su note di regia e dichiarazioni dei protagonisti, come l’intervista rilasciata nei giorni scorsi a Repubblica dalla stessa attrice e regista spagnola. Come tutte le creazioni artistiche non banali e che non si limitano al puro intrattenimento, il lavoro della Liddell deve essere piuttosto dirompente, in linea insomma con il suo stile provocatorio ed estremo.

“Abbiamo lavorato sul testo – dice l’autrice –  per costruire un’eresia: trapiantare il fervore dell’amore sacro nel territorio dell’amore profano. Si tratta di una mistica rovesciata che cerca di trovare il senso del sacro all’interno dell’eresia stessa”. Tutt’altro che banale dunque l’esperimento tentato, per il cui raggiungimento vengono messe in scena provocazioni anche forti come la masturbazione femminile con l’uso di un crocefisso. Ed è proprio questo infatti il passaggio incriminato.

Sebbene forte, questa scena deve però essere letta nel contesto generale dell’opera, e pare oscurantista e intollerante chi chiede una soppressione preventiva dello spettacolo sulla base di una sorta di presunto vilipendio della religione.  Che almeno lo si veda, prima di giudicare. Ma, si sa, i motivi che scatenano la polemica in casi come questo sono sempre altri, e di ben più basso profilo. E’ la solita caccia al voto insomma, da parte di una certa classe politica ormai così priva di contenuti e di visioni per il futuro che non può far altro che strumentalizzare tutto quello che le capita a tiro per raccogliere consenso, per di più colpendo gli avversari, in questo caso l’amministrazione comunale di Vicenza a guida Pd sotto la cui responsabilità ricade il Teatro Olimpico.

Ed è questo che deve preoccupare, ovvero che c’è una parte del potere politico italiano che è intollerante e poco democratica, che vorrebbe zittire ogni espressione artistica (e di comunicazione in generale) che non le piace, e che inoltre riesce solamente ad aggredire e criticare, senza proporre in realtà mai niente. E per quanto riguarda la Chiesa cattolica? Per ora non vi sono prese di posizione ufficiali, proprio per evitare di entrare nella polemica politica, ma sembra che la curia vicentina abbia ricevuto molte segnalazioni e lamentele da cattolici praticanti.

F.O.

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