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Olimpico, Variati: “Spettacolo in scena come previsto”

“Non ci sono motivi validi per attuare una censura preventiva e quindi lo spettacolo andrà in scena come previsto”. E’ con queste parole, chiare e decise, che il sindaco di Vicenza, Achille Variati, interviene in merito alle polemiche che stanno accompagnando l’apertura della stagione dei classici al Teatro Olimpico, con lo spettacolo Prima lettera di San Paolo ai Corinzi della regista catalana Angelica Liddell, in programma il 18 e 19 settembre prossimi.

Achille Variati
Achille Variati

“Negli ultimi giorni – precisa il sindaco – ho approfondito il tema, che ha creato polemiche poiché tanti, troppi, sono intervenuti sulla questione senza nemmeno essersi informati, e senza sapere di cosa stessero parlando, per criticare in modo strumentale e chiedere una censura preventiva. Per me era importante capire se lo spettacolo potesse oltrepassare un limite che considero invalicabile, quello dell’offesa dei simboli religiosi, ed in particolare del crocifisso, della dissacrazione, della provocazione estrema fine a sé stessa. Mi sono confrontato con i responsabili della rassegna e con chi ha visto lo spettacolo nella sua rappresentazione a Berlino: da tutti mi è stato assicurato che in esso non c’è alcuna volontà di offendere simboli religiosi, ed in particolare il simbolo più rappresentativo del cristianesimo, il crocifisso. Mi è stato garantito che lo spettacolo non oltrepassa quel limite”.

“All’Olimpico – continua Variati – non ci saranno immagini dissacranti e offensive, non ci sarà nessun crocifisso in scena, non ci saranno scene di sesso sul palco. Lo spettacolo quindi non vuole irridere, sfottere, insultare. Al contrario, mi è stato descritto come uno spettacolo certamente forte, ma tutto incentrato sulla celebrazione della religiosità intesa come spiritualità, come via rivoluzionaria da percorrere per innalzarsi al di sopra del materialismo contemporaneo. ‘Se cessiamo di interrogarci sull’esistenza di Dio, cessiamo di essere uomini’, dice la regista, che dichiara di voler rappresentare un immenso amore per Dio, al contempo prendendo di mira il fanatismo religioso negativo e deleterio. Uno spettacolo che mostra nudità, come di nudità è ricca la storia dell’arte pittorica religiosa cristiana, ma che non ha nulla a che vedere con il sesso”.

“Un percorso intellettuale sofferto, ma senza immagini dissacranti e offensive, dove compare il sangue ma come simbolo del sacrificio divino per l’umanità. La stessa giornalista Anna Bandettini, autrice dell’intervista alla regista Liddell che ha dato il la alle polemiche, descrive lo spettacolo Prima lettera di San Paolo ai Corinzi come ‘uno dei lavori più belli e profondi di Angelica Liddell, un autentico inno all’amore addirittura direi all’amore sacro e assoluto’. Esattamente il contrario di quello che alcuni detrattori hanno detto in questi giorni per chiederne l’annullamento, invocando un’odiosa forma di censura”.

“Lo spettacolo – conclude il sindaco – potrà piacere o non piacere, ma si svolge in un teatro chiuso che prevede il pagamento di un biglietto: chiunque potrà scegliere, consapevolmente, di andare a vederlo e potrà giudicare secondo la propria sensibilità. Ma di sicuro non c’è motivo di annullarlo attuando una censura preventiva, quindi andrà in scena come previsto. Questa stagione all’Olimpico, d’altra parte, si inserisce in un percorso iniziato con Eimuntas Nekrosius e proseguito con Emma Dante attraverso cui si delinea la volontà di portare in scena all’Olimpico i protagonisti del teatro e della ricerca teatrale contemporanei di livello internazionale”.

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