Breaking News
Angelica Liddell
Angelica Liddell

Olimpico, Bulgarini: “Niente censura preventiva!”

“Altro che il lavoro di Angelica Liddell che aprirà il Ciclo di spettacoli classici dell’Olimpico il 18 settembre: a essere scandalosa è la censura preventiva, politicamente strumentale, pretesa da Salvini e dai suoi epigoni”. Risponde così il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, alle critiche mosse all’amministrazione per lo spettacolo della drammaturga catalana, delle quali parliamo in altra pagina del giornale. “Scandalosa – prosegue il vicesindaco – per due ragioni: per l’attacco a fondamentali principi di libertà degli artisti e del pubblico, con evidenti toni da crociata e con la pretesa, anacronistica e pericolosa, di impedire lo spettacolo, e per l’incredibile superficialità con cui si sta parlando di questo lavoro, montando una gigantesca mistificazione sul significato della ricerca dell’autrice catalana, facendolo passare per uno spettacolo di bassa e volgare provocazione, che irride gratuitamente e offensivamente alla religione e ai suoi simboli”.

Jacopo Bulgarini d'Elci
Jacopo Bulgarini d’Elci

“Uno spettacolo –  ricorda Bulgarini – va visto per essere giudicato, sempre. Ma basterebbe anche leggere le parole dell’autrice per ricavarne un’idea diversa. La Liddell, che è forse la voce più importante del teatro di ricerca europeo, contesa dai maggiori palcoscenici internazionali, mette in scena una riflessione sulla fede, sulla ricerca del Divino, su (e cito le sue parole) il Sacro come un modo per restituire all’essere umano la coscienza dello spirito, strapparlo al totalitarismo materialista. Ad Angelica Liddell non interessano la bestemmia, lo scandalo, la provocazione, ma il sacro e la religione come qualcosa di sovversivo“. Il vicesindaco di Vicenza ricorda che la regista intende soprattutto esprimersi “con lo stile e il linguaggio di un teatro che punta a scuotere le coscienze: aggressivo e complesso, audace e spregiudicato, a cui ha un sacrosanto diritto nella sua libertà di artista”.

“E c’è un’altra forma di libertà – continua Bulgarini d’Elci -, oltre a quella culturale e artistica, che è messa in pericolo dai feroci censori che chiedono la cancellazione preventiva dello spettacolo: la libertà del pubblico, di ciascuno di noi, di decidere liberamente cosa andare a vedere a teatro, o al cinema, o che libri leggere. La libertà di scegliere, farsi una propria opinione, decidere se applaudire o fischiare: questa libertà negano i nostalgici dell’Indice dei libri proibiti, che forse preferiscono una società in cui è il potere politico o religioso a decidere cosa ammettere e cosa escludere dalla sfera della libertà individuale”.

“Lo dico a Salvini e ai suoi epigoni locali – conclude -: questo è il comportamento di regimi o movimenti totalitari. Questo è lo spirito, intollerante e censorio, che motivava gli estremisti islamici che hanno sterminato la redazione di Charlie Hebdo: le magliette con la scritta Je suis Charlie sono già passate di moda? E fa pena che si ergano a difensori della fede coloro che, ogni giorno, vomitano odio e fomentano paure, aggredendo, loro sì, i principi più profondi del cristianesimo e di una società civile. A Vicenza, con la direzione artistica di Emma Dante a cui riconosciamo libertà e rispetto artistico, abbiamo aperto l’Olimpico alle voci più interessanti del panorama italiano ed europeo per far tornare protagonista il teatro più antico e più bello del mondo, quello di Palladio, per troppo tempo appannato. È legittimo criticare, dissentire, fischiare, rifiutare. Impedire ad altri la libertà di andare a vedere uno spettacolo significa, invece, tornare al Medioevo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *