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Banca Popolare di Vicenza nel mirino dei 5 Stelle

Un esposto alla Procura della Repubblica di Vicenza, depositato ieri, ed una interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze. Sono le due iniziative messe in campo in questi giorni dal Movimento 5 Stelle per far luce sulla reale situazione in cui si trova la Banca Popolare di Vicenza, e soprattutto sulla eventualità che vi siano stati, negli ultimi anni, degli illeciti nella gestione dell’istituto a danno dei risparmiatori. Da tempo, del resto, si parla della questione del valore delle azioni della banca improvvisamente, e vistosamente, sceso, con le relative proteste ed iniziative da parte dei soci e dei risparmiatori. E questo del Movimento 5 Stelle non sarebbe neanche il primo ricorso alla giustizia per chiedere chiarezza e risarcimento del danno. La novità viene soprattutto dal fatto che ora la questione approda nelle stanze del potere romano e, sia l’esposto che l’interrogazione parlamentare, sono ampiamente documentati.

Giordano Lain
Giordano Lain

Oggetto dell’esposto, a firma di Giordano Lain, sono soprattutto gli ultimi sette anni della conduzione della Banca Popolare di Vicenza, durante i quali l’istituto si è espanso molto, sia come numero di soci, sia come utili che come acquisizioni di altre banche e apertura di nuove filiali. Questo, dicono i 5 stelle, ha indotto a credere che la banca fosse solida, mentre la realtà sarebbe stata diversa. Sullo sfondo ci sono invece necessità di “contesto superiore” quali il superamento dei parametri richiesti dalla Banca Centrale Europea e la nuova legge voluta dal governo Renzi che impone la trasformazione in Spa e la quotazione a Piazza Affari alle Banche Popolari di una certa dimensione.

Enrico Cappelletti
Enrico Cappelletti

Non ci soffermeremo troppo sui dettagli, anche perché, qualora il lettore lo desideri, può trovare su questa pagina il testo integrale dell’esposto, e su quest’altra l’interrogazione parlamentare. Occorre però mettere in evidenza alcuni aspetti che il Movimento 5 Stelle pone all’attenzione della magistratura e dell’esecutivo, vale a dire le modalità con cui la banca vicentina avrebbe venduto le proprie obbligazioni. A questo proposito viene citato, nell’esposto, il caso di un socio risparmiatore che “nel 2013 – si legge – è stato convinto a sottoscrivere delle obbligazioni convertibili al 5%, senza essere informato che era facoltà della banca, e non sua, quella di convertire il prestito in azioni”.

Gianni Girotto
Gianni Girotto

Il risparmiatore in questione secondo l’esposto si sarebbe anche lamentato “della poca trasparenza dei funzionari che gli proposero la sottoscrizione delle obbligazioni e non gli prospettarono né il rischio della conversione in azioni, né il fatto che l’operazione era in aperto conflitto di interesse. Ora questo ex obbligazionista, diventato azionista involontario, si trova con azioni costate € 62,50 che la banca valuta € 48”. Secondo il Movimento 5 Stelle sarebbero “circa 1.600 i nuovi azionisti che sono stati convinti a sottoscrivere le azioni della banca a € 62,50. Ma alcuni non avevano disponibilità e la banca si è offerta di finanziarli con un prestito. In palese conflitto di interessi. Questi nuovi azionisti, si trovano ora a pagare dei debiti per attivi che si sono svalutati del 23,20% in un anno”

L’esposto del Movimento 5 Stelle pone anche l’accento su una “difficoltà di vendere le azioni”, sul fatto che la banca da vari anni non distribuisce divendi e su una presunta consuetudine secondo la quale prestiti e finanziamenti sarebbero stati concessi solo a condizione di una sottoscrizione o acquisto di azioni della banca”. Gravi, secondo i pentastellati, anche “le responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto, come la Banca d’Italia e la Consob”, e pollice verso anche per il sistema dei mass media che avrebbe, fino ad ora, informato poco sulla vicenda ed i suoi restroscena.

Tutto questo è stato presentato alla stampa, questa mattina, dal movimento, rappresentato da Giordano Lain e dai senatori Enrico Cappellletti e Gianni Girotto. Se Lain e Cappelletti hanno parlato, da vicentini, soprattutto dell’istituto di credito berico, Girotto ha affrontato la questione in un ambito più generale. Bisogna infatti sottolineare che è la strada presa negli ultimi decenni dal capitalismo mondiale il vero problema, lo strapotere di una finanza che non produce ma specula soltanto, basandosi su una fiducia che spesso tradisce, come avvenuto negli Stati Uniti con quei mutui subprime che sono stati l’inizio della crisi economica planetaria nel 2008.

Ha dato molti dati interessanti Girotto, ed ha fatto valutazioni e previsioni preoccupanti, secondo le quali, anche se l’economia mondiale sta uscendo dal tunnel, si stanno ripetendo gli stessi errori del passato. Al termine dell’incontro ci siamo fermati a parlare con Girotto e nell’intervista che proponiamo nell’audiolettore in alto, sotto la foto di apertura (cliccare sul simbolo play per ascoltare), abbiamo stimolato il senatore a ripetere quanto aveva detto durante l’incontro. 

3 Commenti

  1. e un anno che ho venduto le azioni di pop di vicenza sto aspettando ancora che mi vengano liquidate poveri noi

    • @Silvio
      Che cosa significa che hai venduto e devi essere ancora liquidato? Secondo me, tu hai dato un ordine di vendita, che deve ancora essere eseguito. Guarda l’estratto del tuo dossier titoli: credo che le tue azioni siano ancora lì.

      • Si anch io a maggio 2014 ho fatto richiesta di vendita, ogni mese mi dicevano di portare pazienza che sarebbero arrivati i soldi, nel frattempo mi hanno fatto un fido, perché ne avevo bisogno e ora mi ritrovo con un fido e 1600€ in meno, con la risposta che se entro dicembre 2014 non sono stati liquidati è perché non sono riusciti a venderli….

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