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Alto Vicentino, la notte dei musei “va in rete”. Tutti i dettagli delle proposte

La Notte dei Musei, progetto europeo nato da un’idea francese e accolto con molto favore anche in Italia, si ripropone per il decimo anno portando nuova vitalità e interesse anche ai musei vicentini. E’ un appuntamento atteso e programmato con attenzione dai responsabili delle attività museali, grazie alla risposta che si riceve da un pubblico sempre fedele e che non si vuole disattendere. Numerosissime le iniziative in tutta la provincia nella notte di sabato 17 maggio quando i musei apriranno i battenti in orario serale per accogliere migliaia di visitatori con un’offerta culturale varia ed articolata. Particolarmente ricco il programma della Rete Museale Alto Vicentino che sabato 17 aprirà una trentina di musei in 13 Comuni in orario serale con iniziative di ogni tipo ad ingresso gratuito. Vi proponiamo un’intervista alla responsabile della Rete, Ivana De Toni.

Come risponde il pubblico alle vostre iniziative?
“L’affluenza varia a seconda del tipo di museo e della sua collocazione geografica: i musei di montagna non godono ancora in questo periodo della presenza di turisti che possano assicurare un soddisfacente risultato, soprattutto se come quest’anno c’è ancora neve e fa freddo, e quindi con l’esperienza degli anni scorsi, si è pensato di anticipare la proposta così che questi musei aprano il pomeriggio. Numeri importanti ci sono nelle città che offrono più musei, come Schio, Valdagno e Malo, quando chi partecipa non è coinvolto da un solo evento, ma può girovagare da un luogo all’altro, entrare incuriosito a visitare esposizioni normalmente aperte in orari ben diversi e quindi non sempre facilmente accessibili al pubblico serale, nel rispetto dello spirito proprio della manifestazione. L’affluenza complessiva può aggirarsi intorno ai 2500 visitatori, ma questo numero può essere superiore se il clima è favorevole, offrendo un anticipo d’estate. Mi piace ricordare però anche i visitatori che per questa occasione sono incuriositi e si muovono all’interno della rete digitale: si registra sempre un aumento significativo di contatti sia sul sito che nella nostra pagina Facebook. Lo scorso anno ad esempio nel mese di maggio abbiamo avuto oltre 3.100 visitatori a maggio su una media mensile di circa 2.350”.

Si può fare una stima di quanti visitatori accogliete?
“Il numero di musei che aderisce all’iniziativa si è stabilizzato e anche quest’anno abbiamo 27 musei che aprono al pubblico in questa notte speciale. Il progetto culturale che ha visto l’adozione del nome Musei Altovicentino ha comportato un allargamento della nostra attenzione non solo ai musei, ma a tutti quei luoghi di interesse culturale presenti sul territorio, che le amministrazioni comunali che hanno sottoscritto la convenzione intendono valorizzare: tra gli ultimi entrati in ordine di tempo il Castello Inferiore di Marostica, ma prima diversi parchi avevano già cominciato ad integrare la nostra offerta culturale: dal Giardino Jacquard di Schio al Parco di Villa Rossi di Santorso, fino al Parco del Buso della Rana, all’interno del quale è prevista un’escursione su prenotazione proprio per la Notte dei Musei. Non tutti i nostri musei prevedono un biglietto di ingresso, ma non è eccessivo stimare che sfioriamo i 50.000 visitatori all’anno con la nostra offerta complessiva. Le visite scolastiche, che lo scorso anno hanno avuto il picco negativo a causa della protesta dei docenti, da quest’anno sembrano invece in ripresa rispetto anche ai valori degli anni precedenti”.

Come sviluppate le iniziative?
Il nostro progetto culturale prevede un coinvolgimento sempre più attento nei confronti delle famiglie e della popolazione locale in generale, con proposte adatte a unire il godimento del territorio e delle sue specialità con la conoscenza e la fruizione del patrimonio storico, artistico, naturalistico che è conservato e studiato nei musei. Ad esempio l’iniziativa Musei a cielo aperto, il cui primo appuntamento del 2014 sarà l’8 giugno, è giunta alla quarta edizione e propone una domenica da trascorrere tra visite al musei, escursioni, laboratori, degustazioni e incontri con esperti: quest’anno in occasione del Primo Centenario della Grande Guerra tutti gli appuntamenti avranno come obiettivo la valorizzazione di questo enorme patrimonio storico e culturale. Sulla scorta di questa esperienza si sta avviando, in collaborazione con la Pedemontana Vicentina, una proposta che vuole essere anche di promozione turistica per il territorio, rispondendo a richieste di un turismo alternativo, a cui quest’area può offrire un’interessante risposta”.

C’è un coinvolgimento del volontariato e dei giovani?
“Lo sforzo organizzativo profuso in queste manifestazioni consente una crescita delle competenze dei conservatori museali da un lato e dei gruppi di volontari dall’altro che nel tempo si sono sempre più affinate. E’ cresciuta anche la capacità di coinvolgere sempre di più attori diversi presenti sul territorio, così da creare attorno ai musei un’attenzione sempre maggiore. Oltre ai volontari, agli amici dei musei, pensiamo a tutte le associazioni che operano in campo culturale ma non solo e con le quali sempre più spesso avvengono scambi e collaborazioni: proiezioni di film, spettacoli teatrali, reading. Per non parlare delle associazioni di alpini o fanti e dell’aiuto che portano soprattutto alle escursioni organizzate sul territorio, per le competenze logistiche su cui possiamo contare”.

E per gli studenti?
“Nei nostri musei sono attivati anche stage che consentono agli studenti di avvicinarsi alle professioni museali e fare esperienza di valorizzazione del patrimonio storico, artistico, etnografico e naturalistico. Attraverso associazioni e cooperative si creano anche effettive opportunità di impiego, che mancano forse di una garanzia di continuità, tema su cui è doveroso riflettere e cercare soluzioni per consolidare queste esperienze e dare obiettivi precisi a queste professionalità per accrescere la qualità dei servizi che i musei offrono al pubblico. E i dieci anni di storia della Notte dei Musei sono senz’altro un’occasione per prendere atto dei progressi fatti in questo decennio”.

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