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Valdagno, in mostra la storia della città vista con gli occhi di venti artisti

Non potendomi arrampicare sulle nuvole, presi per le colline. Con questo suggestivo slogan letterario la Galleria Civica Villa Valle a Valdagno festeggia i suoi 40 anni e propone un progetto espositivo con una ventina di artisti che dialogano con la città attraverso una mostra collettiva a cura di Eva Fabbris, storico dell’arte e curatore indipendente. Il tema di partenza è la storia sociale, urbanistica e architettonica della città e il titolo della mostra è tratto da una frase dello scrittore vicentino Vitaliano Trevisan, che compare in un racconto della raccolta Shorts (Einaudi Stile Libero, 2004) che interpreta il cambiamento dei tempi legato al paesaggio locale che la mostra vuole raccontare. L’inaugurazione si terrà sabato 26 aprile dalle 15.30 e l’apertura è prevista fino all’8 giugno.

Gli artisti sono stati selezionati dalla curatrice in base all’aderenza riscontrata nella loro produzione ai temi della mostra. Le opere spaziano tra scultura, video, fotografia, musica, perfomance e pittura, per fornire al pubblico un’immagine completa del tema storico proposto dalla mostra. Se da una parte le opere sono espressione di sensibilità ad alcuni temi importanti per la cultura di Valdagno (la storia dell’industria e della meccanica e l’attenzione per il mutamento del paesaggio degli ultimi decenni), dall’altra il coinvolgimento degli artisti pone l’attenzione su Valdagno e sulla sua eredità culturale.

La mostra ha il suo fulcro nella sede attuale della Galleria Civica, ma dato che il progetto celebra il quarantennale dell’istituzione, viene utilizzata anche la sede precedente, la Galleria dei Nani. Inoltre, la Città Sociale non sarà soltanto un riferimento estetico, ma anche sede espositiva di opere. Alcuni edifici pubblici come, per esempio, l’atrio della Scuola Manzoni, la Scuola di Musica o la Casa di Riposo Villa Margherita (originariamente abitazione di Gaetano Marzotto), ospiteranno interventi artistici, nell’ottica in cui la mostra non è semplicemente una celebrazione della Civica, ma è piuttosto un’occasione in cui è la Civica a festeggiare e omaggiare luoghi inattesi della città.

La Città Sociale, originariamente chiamata Città dell’Armonia, è il quartiere di Valdagno edificato tra il 1927 e il 1937 per volere dell’imprenditore Gaetano Marzotto, proprietario della storica industria laniera, su progetto dell’architetto Francesco Bonfanti. La Città Sociale ha visto nascere nel giro di pochissimi anni alloggi per operai, impiegati e dirigenti della fabbrica, insieme a servizi e spazi ricreativi di uso pubblico come lo stadio, un teatro, scuole dall’asilo alle superiori, un poliambulatorio, palestre, una piscina coperta e una scoperta, biblioteca, scuola di musica, casa di riposo, circolo ricreativo, orfanotrofio, case della gioventù e negozi. Questo notevole insieme, a tutt’oggi quasi completamente in funzione, mostra in maniera esemplare una concezione dell’architettura come meccanismo per rappresentare un’idea imprenditoriale.

Gli artisti partecipanti sono: Alessandro Ambrosini (Vicenza, 1981), Marco Basta (Milano, 1985), Simone Berti (Adria, 1966), Lupo Borgonovo (Milano 1985), Jacopo Candotti (Bolzano, 1982), Ludovica Carbotta (Torino, 1982), Federico Chiari (Milano, 1985), Andrea De Stefani (Arzignano, 1982), Anna Franceschini (Pavia, 1979), Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi), Barbara Ceriani Basilico e Alessandro Mancassola (Varese, 1979 e Vicenza, 1979), Roberto Mascella (Valdagno, 1971), Giovanni Morbin (Valdagno, 1956), Giulia Piscitelli (Napoli, 1965), Fabio Sandri (Vicenza, 1964), Arcangelo Sassolino (Vicenza, 1967), Marco Saugo (Vicenza, 1966), Diego Soldà (Arzignano, 1981), Stefano Zattera (Valdagno, 1965).

Alessandro Scandale

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